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ENDODONZIA

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DEVITALIZZARE UN DENTE: HO PAURA

Al contrario di quanto spesso raccontano parenti e amici, il trattamento endodontico (comunemente noto come devitalizzazione) non è un intervento doloroso né richiede numerose sedute.

Come descritto dal National Institutes of Health , il dentista esegue questo intervento per rimuovere i batteri ed il tessuto infiammato o necrotico dall’interno del dente.

Le moderne tecniche e tecnologie consentono oggi un’operazione confortevole per il paziente, spesso in una o massimo due sedute.

Quando è necessario il trattamento?

In genere il trattamento endodontico è indicato quando è presente una profonda infezione del dente a causa di un trauma o di una profonda carie sia otturata che non curata, oppure per trasmissione della contaminazione da una tasca gengivale. Anche un dente già devitalizzato può fare male in caso di reinfezione; servirà un ritrattamento endodontico da eseguire sotto microscopia per rilocalizzare la struttura anatomica originaria, rimuovendo con sicurezza solo le calcificazioni ed il materiale utilizzato in precedenza ed evitando rischi di perforazioni e false strade.

Se non si esegue il trattamento endodontico, l’infezione si aggrava fino al punto di dovere addirittura estrarre il dente.

Come viene devitalizzato un dente?

In base ai protocolli internazionali descritti anche dalla American Association of Endodontist, si tratta di un processo in 4 fasi:

  1. Il dentista somministra anestesia locale senza che il paziente provi dolore, anche se è stato molto sofferente nei giorni precedenti l’intervento. In genere si esegue una preparazione farmacologica di ulteriore supporto. Quindi, viene applicata la diga di gomma, un sistema che avvolge il dente e lo isola dalla saliva; il paziente rimane quindi comodo senza avere aspiratori, specchietti che spingono sulla lingua, liquidi dal gusto sgradevole in bocca, o senza rischiare l’inalazione di piccoli strumenti acuminati.
  2. Il dentista userà piccoli strumenti, frese e microlime, per accedere all’interno del dente creando un foro di accesso sulla zona amsticante del dente. Quindi detergerà l’interno del canale radicolare del dente usando soluzioni di lavaggio disinfettanti e strumenti manuali e rotanti al Nichel Titanio.
  3. Dopo avere pulito e asciugato l’interno del dente, il dentista sigillerà il canale usando un materiale plastico che diventa fluido con il controllo di strumenti riscaldati digitalmente. Il foro di apertura e di accesso al dente verrà chiuso con ceramica; potrebbe poi servire una ricostruzione protesica con perno in fibra di vetro o con corona protesica, in base al grado di distruzione iniziale del dente.

Cosa aspettarsi dopo l’intervento?

A parte alcuni giorni di indolenzimento alla masticazione, i dolori scompaiono quasi subito. Ma il paziente deve fissare appuntamenti di controllo e monitoraggio con radiografie endorali per assicurarsi che il dente trattato non abbia recidive di infezione o altri segni di patologia.
I denti devitalizzati diventano scuri

Si tratta di una convinzione popolare impropria, dovuta a vecchie tecniche e vecchi materiali che residuavano una antiestetica pigmentazione grigia del dente.

Oggi con l’aiuto di tutti i mezzi di ingrandimento disponibili riusciamo ad evitare di lasciare cementi che nel tempo anneriscono le corone dentaria e possiamo anche sbiancare denti già devitalizzati da altri operatori e scuriti, utilizzando procedure di sbiancamento interno dai risultati sorprendenti.