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SINDROME DEL DENTE INCRINATO

SINDROME DEL DENTE INCRINATO

SINDROME DEL DENTE INCRINATO

Vi è capitato di avere fastidio durante la masticazione ma che nemmeno una radiografia abbia evidenziato carie? E il fastidio diventa via via insopportabile, finchè un giorno si sente…CRAC!?

E’ definita ormai come sindrome, perchè caratterizzata da tanti sfumati sintomi e perchè parte, anch’essa, di un quadro complesso di stress, digrignamento, malocclusione, che mandano in sovraccarico fino alla frattura denti assolutamente integri oppure con vecchie estese otturazioni, in genere metalliche. Raramente, il paziente non avverte il trauma masticando un nocciolo di oliva, un ossicino di carne o una piccola pietra o guscio dei molluschi di mare, incorporando la crepa di cedimento strutturale che poi si manifesterà a distanza di tempo.

Tipicamente colpisce i premolari superiori, con una lesione iniziale non rilevabile all’esame rx, e nemmeno alla visita più attenta del dentista più esperto essendo la patologia subdola. All’inizio il dente ha un aumento della sensibilità termica con le bevande fredde o le pietanze calde; poi l’ipersensibilità incostante si cronicizza e si aggiunge il dolore durante la masticazione di cibi consistenti, via via fino anche ai cibi soffici. Infine, il dente si frattura; a volte anche senza la separazione completa del frammento incrinato che tuttavia non è incollabile.

Prevenzione

Nei pazienti che hanno già avuto storia anamnestica di dente incrinato o che conducono una vita particolarmente sollecitata sotto il profilo della tensione nervosa, l’aiuto principale proviene dal nightguard, una protezione notturna che riveste la superficie masticante dei denti impendendone l’attrito. Anche una terapia di supporto con blandi estratti naturali rilassanti, somministrati in prossimità del riposo notturno, aiutano a migliorare il rilassamento muscolare.

Terapia

Se il dente è ormai fratturato, in alcuni casi si può ricostruire con una procedura estesa in cui il laboratorio odontotecnico ricrea la morfologia originaria tramite un intarsio overlay oppure una corona protesica. Spesso è necessaria anche la devitalizzazione.

Complicazioni

Se la frattura è sottogengivale, non essendo possibile ricostruire il dente, verrà estratta anche la radice e sarà necessario inserire un impianto; in alcune situazioni tali interventi possono essere eseguiti simultaneamente (impianto post estrattivo con carico immediato) e il paziente riceve una corona protesica provvisoria che lo supporta subito esteticamente e funzionalmente, nello stesso giorno dell’estrazione.