Mal di testa nei bambini: può dipendere dallo smartphone?

Mal di testa nei bambini: può dipendere dallo smartphone?

Cellulare, tablet e scrolling infinito: l’uso prolungato di questi dispositivi può essere associato alla cefalea.Scopri cosa sapere e quando rivolgersi al dentista.
“Dottoressa, il pediatra pensa che il mal di testa di mio figlio possa dipendere dai denti”.
Molti genitori ci chiamano per questo problema.
Quando un bambino soffre frequentemente di mal di testa, tra le ipotesi da valutare possono esserci anche bruxismo, malocclusione o tensioni dell’apparato masticatorio.
Non sempre, però, la risposta è nella bocca.
Tra i fattori da considerare può esserci anche l’uso prolungato e quotidiano di smartphone e tablet.
Attenzione alla cefalea digitale
Negli ultimi anni diversi studi hanno evidenziato un’associazione tra maggiore esposizione agli schermi e cefalea o emicrania nei bambini e negli adolescenti.
Il tema è stato affrontato anche nel corso dell’81° Congresso Italiano di Pediatria (SIP), che si è svolto a Padova a maggio, dove sono stati analizzati i diversi fattori che possono scatenare la cefalea digitale.
Non esiste un solo responsabile della cefalea digitale, ma tanti fattori correlati
Secondo gli esperti, questo fenomeno dipende da una combinazione di elementi fisici e cognitivi:
· affaticamento visivo
fissare in modo prolungato uno schermo, soprattutto per seguire video brevi, immagini in continuo movimento e scrolling, può affaticare gli occhi e favorire sintomi come stanchezza, bruciore e secchezza oculare.
· alterazione del ritmo sonno-veglia
L’uso degli schermi nelle ore serali può interferire con il sonno, rendendo più difficile addormentarsi, compromettendo la qualità del riposo.
· postura scorretta
Mantenere a lungo una postura con il collo inclinato verso lo smartphone può aumentare la tensione a livello cervicale e contribuire alla comparsa di mal di testa, soprattutto nei soggetti predisposti.
· sovraccarico cognitivo
La stimolazione continua di notifiche, video brevi, cambi rapidi di immagini e contenuti sempre nuovi può aumentare il carico cognitivo e lo stress. Anche la necessità di essere sempre connessi e la paura di “perdersi qualcosa” (FOMO, Fear of Missing Out) possono contribuire, nei soggetti predisposti, a una maggiore vulnerabilità alla cefalea.
Occorre togliere smartphone e tablet ai nostri figli?
Non dobbiamo demonizzare la tecnologia. Gli strumenti digitali fanno parte della quotidianità. L’importante è imparare a utilizzarli in modo corretto, anche in funzione dell’età.
La Società Italiana di Pediatria raccomanda regole semplici, come evitare smartphone e tablet prima di dormire, mantenere le camere da letto libere dai dispositivi e stabilire limiti di utilizzo adeguati all’età, alternando il tempo davanti agli schermi con movimento, gioco e attività all’aperto.
E se il mal di testa continua?
Quando una cefalea è ricorrente, è importante consultare il pediatra e coinvolgere, quando necessario, le diverse figure specialistiche.
Anche in odontoiatria, prima di curare, bisogna capire.
Nel nostro studio prestiamo attenzione anche a quei segnali che possono riguardare bruxismo, occlusione e apparato masticatorio, senza perdere di vista il quadro generale del bambino.
Perché il nostro compito non è trovare a tutti i costi una risposta nei denti.
È capire quando i denti possono avere un ruolo e quando, invece, è necessario guardare oltre.
Fonti:
- Società Italiana di Pediatria.Cefalea digitale: sempre più studi collegano l’iper-esposizione agli schermi e mal di testa nei ragazzi.2026.
- Società Italiana di Pediatria.Digitale e bambini: le nuove raccomandazioni SIP.2026










