Mandibola che scricchiola o fa male? Ecco cos’è il disturbo temporo-mandibolare e come si cura

Mandibola che scricchiola o fa male? Ecco cos’è il disturbo temporo-mandibolare e come si cura

Senti un click quando apri la bocca, hai dolore alla mandibola o fatichi a masticare? Potresti avere un disturbo temporo-mandibolare (TMD). Non è una malattia rara: colpisce molte persone e, nella maggior parte dei casi, si risolve senza interventi invasivi. Vediamo insieme cos’è, come si riconosce e come si cura.
Non è solo stress: ecco cosa si nasconde dietro quel dolore
I TMD non sono una singola malattia, ma un gruppo di condizioni che colpiscono l’articolazione temporo-mandibolare, i muscoli masticatori e le strutture collegate. I sintomi più frequenti sono dolore alla mandibola, difficoltà ad aprire o chiudere la bocca, rumori articolari e tensione muscolare al viso e al collo.
La colpa non è mai di una sola causa
In realtà, entrano in gioco fattori diversi che possono essere “locali”, come il bruxismo (digrignamento dei denti) o i traumi alla mandibola, e fattori “sistemici” come lo stress e l’ansia. Nella maggior parte dei casi il problema è legato a un sovraccarico dell’articolazione e dei muscoli masticatori.
Come capire se hai davvero un disturbo temporo-mandibolare
La diagnosi si basa sul racconto del paziente e sulla visita clinica. Il dentista ascolta i sintomi, valuta la storia medica ed esamina l’articolazione e i movimenti. La risonanza magnetica è l’unico esame strumentale con efficacia diagnostica comprovata, ma viene prescritta solo in casi selezionati. Nessun dispositivo tecnologico, da solo, è sufficiente a fare diagnosi: la valutazione clinica rimane centrale.
Buone notizie: nella maggior parte dei casi si guarisce senza bisogno di operarsi
La terapia punta a tre obiettivi: ridurre il dolore, favorire il riposo muscolare e recuperare la funzionalità della mandibola. Nella grande maggioranza dei casi si ottengono buoni risultati con approcci conservativi: terapia comportamentale per gestire lo stress e le abitudini scorrette, fisioterapia, farmaci come antinfiammatori o miorilassanti. Il bite è una “stampella provvisoria”, cioè uno strumento di supporto temporaneo, e la chirurgia è riservata a casi rari.
Quando il dolore non passa: attenzione al dolore cronico e all’occlusione
Se il dolore diventa cronico, potrebbe esserci una componente neuropatica che richiede la valutazione di un neurologo. Un punto importante: correggere l’occlusione non è un obiettivo di terapia per i TMD, anche se strumenti diagnostici rivelano anomalie.
Sei hai uno o più di questi sintomi, parlane con noi: una valutazione accurata è il primo passo per stare meglio.
Fonte: GSID, Gruppo di Studio Italiano Dolore Orofacciale e Disordini Temporomandibolari, Orofacial Pain Academy.










