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L’arco di Cupido e le labbra perfette Arco di Cupido
Onicofagia
Le afte
Quale collutorio usare?
Il reflusso gastroesofageo
Allineatori trasparenti: sono davvero un problema per l’ambiente?
Ortodonzia invisibile e sostenibilità: cosa devi sapere Gli allineatori trasparenti hanno rivoluzionato l’ortodonzia. Comodi, estetici e pratici, sono la scelta di sempre più persone. Ma quanto pesano sul pianeta? Scopriamolo insieme. Quanti allineatori usiamo? Durante un trattamento ortodontico con mascherine trasparenti, ogni paziente utilizza mediamente tra 40 e 100 allineatori, cambiandoli ogni 1-2 settimane. A livello mondiale parliamo di milioni di dispositivi all’anno. Di cosa sono fatti? PET-G (un tipo di plastica resistente) Poliuretano termoplastico Sono materiali plastici scelti per sicurezza e durata, ma cosa succede quando li gettiamo via? Conviene ritornare agli apparecchi tradizionali senza plastica da smaltire? Allineatori e apparecchi tradizionali: chi inquina di più? Sorpresa! Gli apparecchi metallici tradizionali non sono necessariamente più ecologici. L’acciaio richiede temperature altissime per essere riciclato, consumando molta energia. Spesso le aziende preferiscono non riciclarlo perché il processo costa troppo. Le plastiche degli allineatori, invece, si fondono a temperature più basse e possono essere recuperate più facilmente per produrre energia. L’impronta di carbonio: i numeri reali Facciamo un confronto semplice: ogni allineatore produce circa 0,25 grammi di CO₂. Un trattamento completo con 120 mascherine genera circa 30 grammi di CO₂ totali. Per capirci: è molto meno dell’impatto di due brick di latte! Cosa si sta facendo per l’ambiente? Anche se l’impatto carbonico è contenuto, resta il problema della plastica da smaltire. Ecco le novità: programmi di riciclo: alcune aziende raccolgono gli allineatori usati per riciclarli al 100%, reintroducendo i materiali nel ciclo produttivo; materiali del futuro: i ricercatori stanno sviluppando bioplastiche da fonti rinnovabili, materiali compostabili e nuove plastiche totalmente riciclabili. Cosa puoi fare tu Anche tu puoi fare la differenza! Differenzia correttamente: segui le regole del tuo comune per lo smaltimento della plastica Partecipa al riciclo: se il tuo ortodontista offre programmi di raccolta, aderisci! Informati: chiedi al tuo dentista quali iniziative green supporta. Il futuro è green L’ortodonzia invisibile può diventare davvero sostenibile. Con materiali innovativi, sistemi di riciclo efficaci e pazienti consapevoli, possiamo avere sorrisi perfetti senza pesare sul pianeta. Il messaggio è chiaro: il progresso tecnologico e la responsabilità ambientale devono andare di pari passo. E con il contributo di tutti, è possibile!
Igiene orale in vacanza: il vademecum per un sorriso al top
Le feste si avvicinano e la valigia è quasi pronta? Assicurati che anche il tuo sorriso sia in modalità vacanza. Ecco alcuni consigli per mantenere la salute della bocca sotto controllo ed evitare spiacevoli sorprese quando ci si trova lontani dal proprio dentista di fiducia. Prima della partenza Prenota una visita di controllo: individuare eventuali problemi in anticipo ti permette di partire sereno. Kit da viaggio Inserisci uno spazzolino pieghevole, dentifricio e collutorio in formato da viaggio. Se porti apparecchi fissi, aggiungi filo interdentale ortodontico, scovolini e l’adattatore per lo spazzolino elettrico. Quando non puoi lavare i denti Durante escursioni o giornate sulla neve, tieni con te chewing gum senza zucchero: aiutano a mantenere la bocca fresca e pulita anche quando l’igiene orale tradizionale non è praticabile. Al ristorante Limita bevande zuccherate e gassate. Scegli cibi amici della bocca come latte, formaggi e verdure crude. Se usi elastici ortodontici, toglili ai pasti e sostituiscili dopo. Porta sempre una scorta! Apparecchi e protesi Per una protesi rimovibile o un ponte instabile, l’adesivo è indispensabile per affrontare i pasti senza timori. Se utilizzi mascherine o allineatori, porta sempre una coppia di scorta. Se ne perdi uno, usa il precedente durante la notte, se indossato da meno di una settimana; altrimenti passa al successivo. Avvisa comunque il dentista. Piccoli imprevisti Hai dimenticato il detergente per le mascherine? Per pochi giorni va bene un sapone neutro ben risciacquato. Tieni sempre con te un antidolorifico e un antinfiammatorio: possono salvarti la vacanza. Ultimo memo Rilassati, divertiti e ricarica anche il tuo sorriso. Buona vacanza! Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo divulgativo. Ti aspettiamo in studio per consigli personalizzati sulla tua salute orale.
Polifenoli del vino rosso e salute orale: cosa dice la scienza
I polifenoli del vino rosso: un aiuto naturale? Il vino rosso non è solo un piacere da condividere: racchiude sostanze preziose che parlano di natura e benessere. Tra queste ci sono i polifenoli, piccoli alleati già noti per il loro potere antiossidante. Oggi, grazie a uno studio dell’American Chemical Society, scopriamo un aspetto ancora più affascinante: potrebbero aiutarci a proteggere il nostro sorriso. I ricercatori hanno studiato acido caffeico e acido p-cumarico, due polifenoli capaci di ostacolare i batteri che minacciano denti e gengive. Una scoperta che apre nuove prospettive nella prevenzione orale. Polifenoli del vino rosso contro carie e batteri Nel vino la loro concentrazione è minima, troppo bassa per un effetto diretto. Eppure, queste molecole riescono comunque a lasciare un segno. Lo studio mostra che i polifenoli isolati sono i più efficaci, ma anche gli estratti di vinaccioli e vino rosso offrono un contributo positivo contro i batteri che causano carie e malattie gengivali. In particolare, contro lo Streptococcus mutans, i polifenoli isolati hanno ridotto l’attività batterica del 20–40%; mentre contro il Porphyromonas gingivalis, sia i polifenoli che gli estratti di vino rosso hanno mostrato la capacità di diminuirne la presenza. Cosa dicono davvero i risultati? Queste evidenze scientifiche aprono la strada a soluzioni nuove: collutori naturali a base di estratti d’uva, prodotti che uniscono scienza e natura per prenderci cura della nostra bocca con rispetto. Un aiuto, non un sostituto Attenzione: non significa che un bicchiere di vino possa prendere il posto del collutorio. L’alcol può irritare le mucose e seccare la bocca. La vera forza del nostro sorriso resta sempre nelle buone abitudini quotidiane: spazzolare con cura, usare il filo interdentale, affidarsi ai consigli del proprio dentista. Se vuoi proteggere il tuo sorriso e scoprire nuovi modi per prenderti cura della tua salute orale, siamo qui per accompagnarti.
L’arco di Cupido e le labbra perfette Arco di Cupido
La caratteristica forma a cuore delle labbra è data da un solco che si trova sotto il naso: l’arco di Cupido. Il labbro carnoso che abbiamo da giovani è quello in cui si disegna bene l’arco di Cupido; si chiama in questo modo perché ha proprio la forma dell’arco che lancia le frecce come si vede nelle raffigurazioni del messaggero dell’amore ed è molto sensuale, rende le labbra più belle. Secondo gli antichi greci l’anima, prima di essere assegnata ad un individuo, decideva tutte le scelte della vita con l’ausilio delle tre Parche, le divinità greche del destino. Quando la persona stava per nascere, Mercurio poggiava il dito sulle labbra per cancellare tutti i ricordi precedenti dell’anima: così veniva concesso all’individuo di vivere la propria vita inconsapevole delle scelte proprie dell’anima ricevuta. L’arco di Cupido indica proprio il gesto fatto da Mercurio, l’impronta del suo dito sulle labbra. Nella mitologia greca Mercurio (Hermes), figlio di Zeus e della ninfa Maia, era il messaggero degli dei, dio protettore dei viaggi e dei viaggiatori, della comunicazione, dell’inganno, dei ladri, dei truffatori, dei bugiardi, delle sostanze, della divinazione. (Wikipedia) In alcune persone è meno evidente mentre in altre più pronunciato: la proiezione di questa piega delle labbra dipende anche dalla posizione degli incisivi superiori e dal tono dei tessuti. Infatti il “dimagrimento” progressivo del labbro è uno degli indici di aging della persona. Un odontoiatra esperto può modificare la proiezione del labbro superiore utilizzando tecniche di ortodonzia (movimento dei denti) o di riabilitazione protesica fissa o mobile. Nei casi più esigenti servirà il supporto della medicina estetica con uno specialista di filler che possa garantire al paziente risultati eccellenti, stabili, sicuri.
Onicofagia
Quante persone conosci con il bisogno di mangiarsi le unghie? Magari sei proprio tu? ONICOFAGIA (dal gr. ὄἢνυξ “unghia” e ϕαγεῖν “mangiare”) È il ticchio di rodersi le unghie, comune fra le persone a temperamento ossessivo, e specialmente in gioventù. [Treccani.it] L’onicofagia non ha cura, perché non è una malattia ma uno dei sintomi dello stato emotivo ansioso: Quando un bambino si mangia le unghie, sta manifestando un disturbo evolutivo legato alla fase orale dello sviluppo psicologico, trasferita dall’abitudine di ciucciare il pollice. L’ onicofagia può causare: I metodi casalinghi per usare sostanze amare che alterano il gusto al momento di mangiarsi le unghie non hanno sempre successo e possono persino causare un aumento dell’ansia nel bambino. Il nostro staff può supportarti per correggere questa abitudine viziata nel tuo bambino, prevenendo danni futuri.
Le afte
Un’afta orale è una piccola lesione che compare sul palato, sulle guance, sulla lingua o all’interno delle labbra; ha l’aspetto di una piccola abrasione tondeggiante oppure ovale, di colore biancastro e circondata da un alone rosso. Colpisce il 10% della popolazione, specie in età pediatrica e con maggiore prevalenza nelle donne. Può manifestarsi singola o a gruppi; spesso molto dolorosa, impedisce di mangiare o parlare ma normalmente guarisce in una settimana circa. In alcuni pazienti tende a ricomparire con frequenza (stomatite aftosa recidivante); può anche essere segno di altre patologie. Le afte non sono contagiose. La causa delle afte ancora rimane ignota ma ci sono molti fattori scatenanti: morsi accidentali contatto con oggetti sporchi e con animali domestici lesioni dovute ad uno spazzolamento troppo vigoroso infezione da Helicobacterpylori carenza di vitamina B12, zinco, ferro e acido folico squilibri ormonali, mestruazioni malattie infiammatorie croniche intestinali (celiachia, morbo di Crohn, colite ulcerosa) sindromi da immunodeficienza e farmaci immunosoppressori assunzione di cibi molto acidi o piccanti contatto della bocca con superfici sporche. I sintomi: dolore, anche intenso arrossamento bruciore gonfiore dei linfonodi. Prevenzione Il primo scudo di protezione si ottiene con un’igiene orale accurata. E’ utile un’alimentazione che eviti cibi acidi o piccanti (frutta secca come noci e mandorle, patatine confezionate, ananas, pompelmo, arance, kiwi) e integri una idratazione abbondante, frutta e verdura. Un altro aspetto molto importante è la diagnosi differenziale in caso di fastidi quando si indossano protesi o apparecchi : queste lesioni potrebbero anche avere una natura complessa da indagare, se croniche o sanguinanti. Infine lo stress gioca un ruolo predisponente alla recidiva del problema; un supporto in tal senso può essere decisivo per la risoluzione. Terapia Sconsigliamo fortemente l’uso di rimedi fai da te come gli sciacqui con il bicarbonato o l’autoprescrizione dal farmacista. Una diagnosi specialistica può essere anche vitale; in alcuni casi servono persino esami diagnostici su prelievo venoso e terapie con farmaci generali. I presidi di uso comune nei casi semplici sono: collutori e gel a base di aloe cerotti speciali adesivi sulle mucose orali toccature con acido retinoico toccature con gel astringente a base di cloruro di alluminio per fare guarire piu’ rapidamente la lesione.
Quale collutorio usare?
Il collutorio è uno dei prodotti di supporto necessari all’igiene orale quotidiana; dopo lo spazzolamento dei denti, il risciacquo raggiunge i batteri rimasti negli spazi interdentali e sulla lingua. Utile per prevenire la carie e coadiuvare gli interventi sulla gengivite o di chirurgia orale, il collutorio funziona anche per i problemi di alitosi e per mantenere gli sbiancamenti professionali; è disponibile sia nei supermercati che nelle farmacie, contenendo in genere alcool, acqua e altri antisettici. Per questo, dopo circa 12 mesi di apertura, bisogna sostituirlo in quanto iniziano a dissolversi i principi attivi riducendone l’efficacia. Il collutorio fa male? Il collutorio non presenta effetti collaterali, a meno che non se ne faccia un uso scorretto di molecole specifiche (ad es. la clorexidina) o si tratti di collutori a base di alcool. È molto importante, infatti, leggere bene gli ingredienti usati nel collutorio sulla confezione. È bene evitare di scegliere un collutorio a base di alcool, o almeno non usarlo tutti i giorni, poiché a lungo andare, l’alcool può irritare le mucose. Inoltre, se fai uso di un collutorio a base di alcool poco prima di metterti alla guida, nel caso di un alcool test, potrebbero risultare alti i valori di quest’ultimo e potresti falsare il risultato in modo peggiorativo in caso di controlli ad un posto di blocco. Cos’è la clorexidina? Questa parola ricorre spesso nello studio dentistico. La clorexidina costituisce infatti un composto antibatterico molto efficace e viene consigliato durante trattamenti di chirurgia orale, di parodontologia o di igiene professionale.Si tratta della molecola attiva contenuta in molti collutori, di solito alla concentrazione dello 0.12%, o anche in gel all’1%.A differenza di un antibiotico, che ha un preciso spettro d’azione e risulta efficace cioè su alcuni batteri e non su altri, un antisettico come la clorexidina distrugge la maggior parte delle specie batteriche, senza distinzione. Per proteggere la flora della bocca, dunque, è importante assumere prodotti contenenti clorexidina solo su indicazione del Dentista e per periodi di tempo limitati, altrimenti si sviluppa una resistenza batterica alla molecola.Inoltre, l’uso prolungato della clorexidina crea effetti sgradevoli come: alterazione della percezione del gusto ingiallimento (temporaneo) della superficie dentale.
Il reflusso gastroesofageo
La malattia da reflusso gastroesofageo si verifica quando i succhi gastrici vengono in contatto con la parete dell’esofago, provocando bruciore dietro lo sterno e rigurgito acido. È una condizione diffusa che colpisce circa il 10-20% della popolazione ed è causata da diversi fattori, come quelli alimentari, anatomici, funzionali, ormonali e farmacologici. Il tono dello sfintere esofageo (un vero e proprio anello muscolare nella zona di passaggio tra esofago e stomaco) costituisce una barriera contro la risalita dei succhi gastrici dallo stomaco all’esofago : se la quantità e la durata del reflusso superano una determinata soglia, si verifica la Malattia da Reflusso Gastroesofageo ed è influenzata dalla dieta, dagli ormoni e da alcuni farmaci. Quali sono i sintomi del reflusso gastroesofageo? Sensazione di nodo alla gola con difficoltà alla deglutizione. Difficoltà digestive, nausea. Laringite cronica, tosse, raucedine, abbassamento della voce. Singhiozzo. Asma. Dolore toracico (simile a quello di natura cardiaca) Otite media. Insonnia. La diagnosi e la terapia sono di pertinenza dello specialista gastroenterologo, ma quali sono i problemi orali che possono essere dovuti a reflusso gastroesofageo?– Erosione dentale ed ingiallimento.– Sensibilità ai denti.– Presenza di afte.– Irritazione e sensazione di prurito delle mucose orali.– Sapore sgradevole in bocca. Un paziente con reflusso gastroesofageo ha necessità di specifiche attenzioni di prevenzione per la sua bocca ed i suoi denti: rivolgersi ad un Dentista è per questi pazienti molto importante. Se soffri di reflusso gastroesofageo non aspettare a chiedere consiglio al tuo Dentista: potrà aiutarti a capire come affrontare il problema e tutelare la tua salute!
I farmaci anticoagulanti
Molti pazienti oggi sono sottoposti a terapia anticoagulante, un trattamento medico farmacologico che ha lo scopo di rallentare la normale coagulazione del sangue. La terapia anticoagulante, sia essa per via orale, sottocutanea o endovenosa (in ospedale), deve evitare che si formino coaguli, mantenere il sangue fluido ed evitare che la persona vada incontro a complicanze trombotiche. È una terapia fondamentale, spesso salvavita, ma anche connessa a complicanze importanti. La terapia risulta necessaria in tutti i pazienti che rischiano di formare trombi o coaguli a causa di una patologia preesistente (fibrillazione atriale, valvulopatia o protesi valvolare, infarto del miocardio) o a causa di condizioni cliniche transitorie (ad esempio dopo la frattura di femore). La coagulazione è una seria di processi che portano alla protezione dell’organismo in caso di ferita: il sangue cessa di fuoriuscire per effetto dell’interazione dei fattori di coagulazione e delle piastrine che formano un vero e proprio tappo, definito trombo. In casi patologici questo processo forma trombi che ostruiscono una vena o arteria creando danni importanti. La terapia anticoagulante, per via orale, sottocutanea o endovenosa (solo in ospedale) previene la formazione dei coaguli mantenendo il sangue fluido. E’ una terapia fondamentale, spesso salvavita, ma anche legata a complicanze importantissime: la persona scoagulata è predisposta ad un maggiore sanguinamento, soprattutto in caso di traumi. I farmaci utilizzati sono:
Stringi i denti!
In effetti non è solo un modo di dire; anche tu, prova a controllarti mentre leggi questo articolo: i tuoi denti sono ben serrati mentre ti concentri davanti al computer? Accade anche quando studi, leggi o lavori? Magari anche mentre guidi? Durante la giornata tutti siamo sottoposti a stress più o meno prolungato e stringere i denti diventa un’abitudine istintiva. Meglio noto come bruxismo, questo disturbo è caratterizzato da un’attività eccessiva dei muscoli masticatori; i denti dovrebbero essere a contatto solo durante la masticazione e, in alcuni casi, nella deglutizione. Non è sempre facile individuarne la causa ma è sicura la correlazione con molti fattori di rischio. La letteratura scientifica infatti ha confermato negli ultimi tempi che il problema non dipende da una malocclusione o da un trattamento ortodontico ma è correlata al sistema nervoso centrale: tensione nervosa, stress, ansia, fumo, abuso di alcolici e droghe sintetiche sono fattori di innesco, spesso concomitanti. Il disturbo si presenta spesso anche nei bambini sin dall’eruzione dei primi denti; risulta fisiologico fino ai 12 anni ma può esprimere un disagio psicologico legato alle ansie scolastiche o sportive. Recenti studi hanno rilevato l’associazione con apnee notturne, per le quali si consiglia un consulto otorinolaringoiatrico e una valutazione della qualità del sonno con polisonnografia. I segnali di allarme Usura dei denti, la comparsa di una linea biancastra di ipercheratosi nella mucosa delle guance, morsicatura laterali sulla lingua, mal di testa al risveglio, dolori al collo ma anche denti scheggiati, aumento della sensibilità, fratture dentarie. I consigli ridurre l’uso del caffè, tè, energy drink e allenamenti sportivi in prossimità della sera evitare la visione di film che creano agitazione o videogiochi che “accendono” specialmente i piccoli pazienti coccolarsi con una tisana calda prima di coricarsi richiedere il supporto del medico o del dentista curante per integratori miorilassanti o dispositivi nightguard di protezione dall’usura dentale.
“Quando ho iniziato la mia riabilitazione con faccette non pensavo di potere ottenere questo splendido risultato”
Domenico B.
“Dopo pochi mesi ho finalmente allineato i miei incisivi: non potevo più guardarmi nelle fotografie”
Andrea S.
“Anche se non sono più giovanissima, mi meritavo questo nuovo sorriso!”




